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L'Ottocento
segna il vero trionfo della classica stufa di Castellamonte |
Verso la
fine del Settecento, oltre alle stufe verniciate, compare a Castellamonte
il cosiddetto "Franklin", che avrà un gran
successo e contribuirà notevolmente alla fama delle ceramiche
locali.
Il primo
caminetto in terracotta a circolazione d'aria e a fuoco visibile
sembra sia stato costruito dalla fabbrica dei Reasso, vecchia dinastia
di artigiani insediata da secoli nel cuore del rione S. Rocco.
L'Ottocento
segna il vero trionfo della classica stufa di Castellamonte
che simpreziosisce di elaborate decorazioni, si colora di
vivaci vernici smaltate e diventa un vero e proprio prezioso oggetto
di arredamento.
Sembra che alcune monumentali stufe siano state spedite persino
nella lontana Russia, a Pietroburgo.
Per un lungo periodo la stufa non viene più utilizzata, soppiantata
da impianti di riscaldamento di vario tipo.
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decenni di oblio, la maggior attenzione per certi valori ambientali,
il pregio decorativo, l'economia di esercizio, la salubrità
del calore, non ultimo, il coraggio e l'intraprendenza di pochi
valorosi artigiani riportano le stufe all'onore delle cronache
e al riconoscimento della loro inconfondibile validità
sia per riscaldare sia per arredare vecchie e nuove case. |
Arte |
Esistono
momenti fortunati,
in cui, anche un oggetto considerato per la sua funzione o decorazione,
assurge a livelli che vanno oltre l'intenzionalità di chi
l'ha progettato e alla sua destinazione commerciale.
In occasione
della XXIV Mostra della Ceramica, la città di Castellamonte,
ha avuto l'onore di accogliere un illustre ospite: Enrico Baj.
L'impegno del maestro milanese è stato quello di unire
la propria arte alla produzione artigianale locale: piatti e vassoi
in cotto, frammenti di lavorazione, distanziali da forno, fregi
e capitelli, sono stati assemblati in una apparente casualità.
Ne sono nate una serie di "teste", dai nomi bizzarri
e dalle espressioni diverse: stupite ed attonie, ilari o tristi,
ironiche e minacciose. Sulla Stufa Vulcano, debitamente
ricomposta in una sequenza inusuale, Enrico Baj ha lasciato, con
l'aiuto del fuoco, il segno indelebile della sua pittura. Oggi,
"Monumento", (tale é il nome dell'opera),
è unicamente visibile al Museo Della Ceramica di Castellamonte.
La Mostra
Torino Design, Torino aprile-giugno 1995, ha inserito, tra
gli oggetti esposti, la stufa Vulcano, interamente in cotto,
come esempio di oggetto tradizionale che offre aspetti innovativi,
sia nel funzionamento che nell'aspetto estetico. Il contrasto
tra la superficie di cotto naturale e il design moderno crea un
oggetto in cui é tangibile il filo di continuità
tra passato e futuro.
Ed infine,
nella mostra tematica Delirium Design, dedicata ad Egard
Allan Poe, in occasione del decennale dell'Esposizione Abitare
il Tempo (Verona 1995) è stata inserita, reinterpretata
e ridisegnata dall'Architetto William Sawaya, una stufa
"La Castellamonte". Lo stile neogotico della
stufa sottolineato dagli archi e dalle colonne evoca l'atmosfera
dei famosi racconti e le suggestioni abitative. L'immagine del
fuoco dipinto sulle pareti, quasi a sovrapporsi e fondersi con
le fiamme interne, ne fa un oggetto inquietante, in cui il confine
fra realtà e fantasia può anche non esistere.
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